Terapie apparentemente magiche
L'analisi illusionistica dello stratagemma terapeutico
Giorgio
Nardone; Matteo Rampin
Questo libro rappresenta l'effetto di una sorta di sfida a
duello tra i due autori.
Matteo Rampin mi lanciò il guanto provocatorio della sfida e io lo raccolsi compiaciuto.
Del resto, egli non poteva certo conoscere la mia passione per i duelli, né io
potevo immaginare che dietro quel suo aspetto severo si celava non solo uno
psichiatra, ma anche un cultore di illusionismo con il vezzo di smascherare gli
impostori venditori di pseudo-magie.
Il Lettore mi permetta di narrare i fatti riguardanti la "leal
tenzone". Ho incontrato per la prima volta Matteo Rampin durante un
congresso della Milton Erickson Foundation nell'ambito del quale io tenni una
relazione, un seminario e un workshop, il tutto relativo alle evoluzioni del
mio personale modello di terapia breve. Egli, dopo aver partecipato alle mie
presentazioni, si avvicinò a me con un fare decisamente provocatorio, e
dichiarò: "Se tutto quello che hai esposto è realmente vero, voglio
impararlo! Ma se è falso oppure non funziona, ti svergognerò!".
Dopodiché mi chiese di poter frequentare il mio Centro ad Arezzo, per avere
l'opportunità di verificare le mie affermazioni riguardo alla terapia. A tale
richiesta non potevo che rispondere affermativamente, poiché incaso contrario
avrei mostrato timore e aperto la strada a giustificati dubbi riguardo al mio
operato. Così il dottor Rampin per alcuni mesi osservò dalla stanza di
osservazione del nostro Centro il mio lavoro clinico con i pazienti, così come
il lavoro di supervisione diretta e addestramento degli allievi alle tecniche
della Terapia Strategica Breve Evoluta.
Fu così che nell'estate di quell'anno ricevetti un lapidario messaggio via
e-mail: "Purtroppo devo dirti che i tuoi metodi sono veri, sono
rigorosi e soprattutto funzionano. L'unico problema, per i terapeuti, è che i
pazienti guariscono troppo rapidamente."
Il tutto firmato Matteo Rampin.
Tutto ciò fu per me ovviamente la prova della mia vittoria nel duello, il che
mi rese decisamente contento. Quello che però mi ha reso successivamente
davvero felice e sorpreso è stato il fatto che quel provocatorio collega mi
abbia dopo qualche tempo presentato un manoscritto nel quale in virtù della sua
competenza di psichiatra, prestigiatore e illusionista, aveva
analizzato i processi, le strategie e le tecniche del mio modo di fare terapia
da una prospettiva non certo ordinaria. Tutto questo mi entusiasmò e mi fece
pensare di chiedere a Matteo di procedere alla stessa tipologia di analisi del
lavoro di altri eminenti terapeuti con lo scopo di svelarne le apparenti magie.
Egli accettò ben volentieri l'invito e iniziò a studiare le videoregistrazioni
presenti nella videoteca del nostro Istituto relative al lavoro di alcune delle
più carismatiche figure di terapeuti strategici. Da questo rigoroso lavoro sono
emerse alcune fondamentali assunzioni ed evidenzerispetto a quali siano le
caratteristiche che rendono apparentemente magico il lavoro dei terapeuti
studiati e come persone con stili molto diversi abbianodal punto di vista della
teoria dell'illusionismo alcuni tratti comuni.
Tutto questo lavoro è certo ben distante da posizioni ideologiche o
moralistiche, perché l'ottica assunta è quella dello studioso di fenomeni di
prestidigitazionee di illusionismo unita alla competenza dello studioso di
psichiatria e psicoterapia. Pertanto questo libro risulta essere un contributo
unico nel suo genere sia per il ricercatore sia per lo psicoterapeuta, poiché
entrambe le figure vi troveranno importanti quanto utili indicazioni per la
pratica clinica e per la ricerca. Una ultima notazione che ritengo necessaria e
corretta prima di lasciare il Lettore all'affascinante lettura del testo è
quella relativa al fatto che il presente lavoro è per il novanta per cento
merito e responsabilità di Matteo Rampin, poiché io sono stato più un oggetto
di studio che un soggetto che studia. Il mio contributo all'opera è stato solo
il fornire al collega tutto il materiale necessario al suo studio (me compreso)
e rivedere assieme a lui il testo finale.
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