Terapia breve strategica Paul Watzlawick, Giorgio Nardone (a cura di)
Nell'ultimo decennio, sulla scorta di una sempre maggiore richiesta sociale e del successo applicativo, la Terapia Breve Strategica ha avuto
un enorme incremento sia nel campo della ricerca applicata che in quello della letteratura specifica.Il volume curato da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone risponde molto bene all'esigenza di fornire una panoramica il più possibile completa ed esaustiva questo orientamento, rappresentando, all'interno del panorama letterario italiano sulla terapia breve, un testo innovativo e originale. Il libro è articolato in saggi redatti dagli autori più rappresentativi dell'approccio strategico ed è suddiviso in due parti - "Teoria della terapia breve" e "Tecnica della terapia breve" -, in modo da fornire un'ampia rassegna degli aspetti sia teorici che clinico-applicativi di tale orientamento. Nella prima parte alcuni fra i massimi esponenti della filosofia costruttivista radicale, quali Heinz von Foerster, Ernst von Glasersfeld e lo stesso Paul Watzlawick, espongono i fondamenti filosofico-epistemologici della terapia strategica. Alcuni di questi contributi sono ormai dei veri e propri "classici" nel campo della terapia breve; altri, come ad esempio il saggio di Giorgio Nardone e Alessandro Salvini sull'importanza della Logica quale guida per il problem-solving strategico, costituiscono invece riflessioni più recenti. Questa sezione del libro permette al lettore di inquadrare gli interventi clinici esposti successivamente entro una precisa cornice teorica ed epistemologica di riferimento, e consente così di cogliere a pieno la complessità e il rigore logico sottesi ai costrutti operativi e alle tecniche proprie di questo approccio alla terapia. Nella seconda parte del libro noti studiosi espongono diversi modelli strategici di terapia che, pur nella loro peculiare originalità, possono comunque essere ricondotti ad una matrice teorico-epistemologica comune. Autori come Jeffrey Zeig, Cloé Madanes, Steve de Shazer, John Weakland, solo per citarne alcuni, introducono il lettore all'affascinante "arte" della terapia breve, accompagnando la rigorosa esposizione teorica con numerosi esempi concreti tratti dalla pratica clinica. In questa sezione vengono inoltre presentati i risultati delle più recenti ricerche empirico-sperimentali in ambito clinico, che dimostrano come la terapia breve strategica, nata inizialmente come "approccio artistico", si sia progressivamente evoluta in direzione di un "approccio tecnologico" connotato dalla messa a punto di tecniche di intervento sempre più efficaci ed efficienti nella risoluzione di problemi specifici. Di particolare interesse a questo proposito appaiono il contributo di Stefan Geyerhofer e Yasunaga Komori, relativo alla possibilità di integrare i due modelli di base della terapia breve (problem-oriented e solution-oriented) nella direzione di una maggiore efficacia ed adattabilità dell'intervento, e quello di Giorgio Nardone sull'evoluzione della terapia breve strategica da modello generale a forme specifiche di intervento per particolari patologie. L'immagine che si ricava dai contributi dei vari autori è quella di un approccio in continua evoluzione, in cui si fondono creatività e rigore metodologico. La lettura di "Terapia breve strategica" appare quindi ineludibile per lo studioso esperto, così come per chiunque voglia accostarsi per la prima volta a quella che i curatori definiscono "l'arte di risolvere complicati problemi umani mediante soluzioni apparentemente semplici". |