La realtà inventata Paul Watzlawick (a cura di)
In che modo conosciamo ciò che crediamo di conoscere? Con questo sibillino interrogativo si apre il libro il cui titolo sembra un complesso controsenso; eppure proprio nel titolo e nel quesito iniziale si concentra il senso di tutta l'opera. Il problema di come conosciamo non può sottrarsi a quello dell'autoreferenzialità: la mente deve uscire da se stessa e osservarsi al lavoro, ma in tal modo oggetto e soggetto dell'osservazione diventano la medesima cosa. In base alle considerazioni degli autori, quel che conosciamo dipende da come siamo arrivati a conoscerlo, quindi la nostra visione della realtà non è più una fedele immagine di ciò che si trova fuori di noi, ma viene inevitabilmente determinata anche dai processi mentali attraverso i quali siamo arrivati a formulare una visione. Da qui ogni pretesa di senso di termini quali oggettività e realtà mostra il suo lato labile e ingannevole.
In questo volume, curato e commentato da Paul Watzlawick, esperti di vari campi chiariscono come le realtà scientifiche, sociali,
individuali e ideologiche vengano inventate, o meglio costruite, attraverso l'attribuzione alla supposta "realtà esterna" di
proprietà "oggettive" che sono di fatto solo la conseguenza della nostra ricerca della realtà.
Le diversità di stile, contenuto e approccio dei vari scritti rende il volume molto stimolante e ricco di interessanti spunti
per la riflessione, mentre la snellezza e la generale chiarezza espositiva - aiutata da numerosi esempi e citazioni - rendono la
lettura adatta anche ad un pubblico non specialistico.
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