Il linguaggio della terapia breve
Branka Skorjanec
Ponte alle Grazie, Milano, 2000 In modo semplice e suggestivo, l'Autrice chiarisce le principali divergenze tra i tipi di logica e retorica lineari e causali, di matrice aristotelica, e quelli circolari, fenomenici, persuasori, in una parola sofistici.

Grazie anche a contributi di saggezze e filosofie orientali, si riscopre il potere di un tipo di linguaggio terapeutico che adotta come fine il cambiamento, la ristrutturazione, e, in primis, la persuasione.

Alla base delle psicoterapie brevi, suggestive, non ordinarie, sta un linguaggio "della funzione", che non intende spiegare quanto creare diverse cornici interpretative, inserendo cambiamenti in quelle già sussistenti; la parola diventa l'azione che ristruttura il pensiero, in un'interazione che vede gli aspetti emotivi, percettivi e cognitivi costantemente in causa.

Nel rispetto della complessità e dell'autoreferenzialità del sistema Uomo, il linguaggio pragmatico, alla base della terapia breve strategica, conosce la realtà cambiandola, adottando tecniche precise ed affascinanti come la suggestione, l'ingiunzione, l'uso della metafora e del paradosso.

La realtà del paziente viene accettata, in un'ottica costruttivista, come una delle possibili e si cercherà di modificarla cambiando le opinioni su di essa, al fine di reinventarla. Si preferisce dunque alla teoria vera quella "utile" a determinati fini, costruita sul paziente, adattata alla sua particolare verità e la retorica, in questo contesto, sarà lo strumento d'elezione per suggerire soluzioni e ristrutturare problemi.